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Credito d'Imposta Transizione 5.0: guida completa agli incentivi per le imprese

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta una delle principali misure introdotte dal Governo per sostenere la competitività delle imprese italiane attraverso investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico.

La misura, prevista dal Decreto PNRR (D.L. n. 19/2024) e convertita nella Legge n. 56 del 29 aprile 2024, mette a disposizione un importante credito d'imposta destinato alle aziende che realizzano investimenti capaci di ridurre i consumi energetici delle proprie attività produttive.

In questa guida scopriamo chi può accedere all'agevolazione, quali investimenti sono ammessi, le aliquote previste e le modalità per ottenere il beneficio.


Cos'è il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 nasce per incentivare gli investimenti effettuati nel biennio 2024-2025 che contribuiscono contemporaneamente alla trasformazione digitale e alla sostenibilità ambientale delle imprese.

L'obiettivo è favorire progetti che generino un concreto risparmio energetico attraverso:

  • acquisto di beni strumentali tecnologicamente avanzati;
  • installazione di impianti per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili;
  • formazione del personale sulle competenze legate alla transizione ecologica.

Le imprese interessate possono presentare la domanda direttamente attraverso il portale del GSE (Gestore dei Servizi Energetici).


Chi può beneficiare del Credito d'Imposta Transizione 5.0

L'incentivo è destinato a tutte le imprese residenti in Italia che effettuano nuovi investimenti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025.

Sono agevolabili gli investimenti realizzati presso strutture produttive situate sul territorio nazionale e destinati all'attività d'impresa.

Il credito spetta esclusivamente per investimenti conclusi entro il 31 dicembre 2025, termine entro il quale maturano i requisiti per ottenere l'agevolazione.


Investimenti agevolabili

Il Piano Transizione 5.0 finanzia gli investimenti che consentono un miglioramento dell'efficienza energetica dell'impresa.

Beni materiali e immateriali 4.0

Sono ammessi:

  • macchinari e impianti previsti dall'Allegato A della Legge 232/2016;
  • software, piattaforme digitali e beni immateriali dell'Allegato B;
  • beni acquistati oppure acquisiti tramite leasing.

Tutti i beni devono essere interconnessi ai sistemi aziendali e inseriti in un progetto di innovazione.


Software per l'efficienza energetica

Tra gli investimenti finanziabili rientrano anche:

  • software per il monitoraggio continuo dei consumi energetici;
  • sistemi di Energy Dashboard;
  • piattaforme per la gestione dell'energia;
  • applicazioni che raccolgono dati tramite sensori IoT;
  • software gestionali acquistati insieme ai sistemi dedicati all'efficienza energetica.

Impianti da fonti rinnovabili

Il credito d'imposta copre anche gli investimenti destinati all'autoproduzione di energia per autoconsumo.

Sono ammessi, ad esempio:

  • impianti fotovoltaici;
  • sistemi di accumulo;
  • altre tecnologie alimentate da fonti rinnovabili.

Restano escluse le biomasse.

Per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici, risultano agevolabili esclusivamente quelli iscritti nel registro ENEA e conformi ai requisiti previsti dalla normativa.


Formazione del personale

Sono finanziabili anche le attività formative dedicate alla transizione ecologica e digitale.

Le spese per la formazione sono riconosciute:

  • fino al 10% del valore complessivo dell'investimento;
  • con un limite massimo di 300.000 euro.

La formazione deve essere erogata da soggetti esterni qualificati secondo le disposizioni ministeriali.


Requisiti di risparmio energetico

Per accedere al beneficio fiscale il progetto deve garantire una riduzione dei consumi energetici pari almeno a:

  • 3% dei consumi dell'intera struttura produttiva, oppure
  • 5% dei consumi del processo produttivo interessato dall'investimento.

Il risparmio viene determinato confrontando i consumi energetici con quelli registrati nell'anno precedente all'avvio del progetto.


Aliquote del Credito d'Imposta Transizione 5.0

L'importo del credito varia in funzione di due elementi:

  • valore dell'investimento;
  • livello di risparmio energetico ottenuto.

Investimenti fino a 2,5 milioni di euro

Riduzione consumi Credito
oltre il 10% (unità produttiva) o oltre il 15% (processo) 45%
dal 6% al 10% (unità produttiva) o dal 10% al 15% (processo) 40%
dal 3% al 6% (unità produttiva) o dal 5% al 10% (processo) 35%

Investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro

Riduzione consumi Credito
fascia più elevata 25%
fascia intermedia 20%
fascia minima 15%

Investimenti tra 10 e 50 milioni di euro

Riduzione consumi Credito
fascia più elevata 15%
fascia intermedia 10%
fascia minima 5%

Il limite massimo di investimenti agevolabili è pari a 50 milioni di euro per ciascuna impresa beneficiaria.


Come richiedere il Credito Transizione 5.0

Dal 7 agosto 2024 le imprese possono trasmettere la domanda esclusivamente attraverso la piattaforma online del GSE, accedendo con SPID.

La procedura prevede:

  1. invio della comunicazione preventiva per prenotare il credito;
  2. trasmissione della conferma dell'ordine accettato dal fornitore con pagamento di un acconto pari almeno al 20%;
  3. aggiornamenti periodici sullo stato di avanzamento del progetto;
  4. comunicazione finale di completamento dell'investimento.

Certificazioni obbligatorie

Per ottenere l'agevolazione è necessario presentare specifiche certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente.

Le certificazioni riguardano:

  • certificazione ex ante, che attesta il risparmio energetico conseguibile;
  • certificazione ex post, che conferma il raggiungimento degli obiettivi previsti e la corretta realizzazione degli investimenti.

Entrambi i documenti sono indispensabili per il riconoscimento del credito.


Utilizzo del credito d'imposta

Il credito maturato può essere utilizzato esclusivamente tramite compensazione con modello F24, attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.

L'utilizzo può avvenire:

  • dopo la trasmissione dell'elenco dei beneficiari da parte del GSE;
  • inizialmente in un'unica quota entro il termine previsto dalla normativa.

L'eventuale parte non utilizzata entro la scadenza potrà essere recuperata nei cinque anni successivi in quote annuali di pari importo.

Il credito non può essere ceduto né trasferito.


Quando si perde il beneficio

L'agevolazione può essere rideterminata o revocata se, entro cinque anni dal completamento dell'investimento, i beni agevolati:

  • vengono ceduti;
  • sono destinati a finalità estranee all'attività aziendale;
  • vengono trasferiti presso altri stabilimenti;
  • nel caso del leasing, non viene esercitata l'opzione di riscatto.

Transizione 5.0 e Transizione 4.0: quali differenze?

Il Piano Transizione 4.0 continua a essere disponibile per gli investimenti in digitalizzazione che non comportano un miglioramento dei consumi energetici.

Quando invece il progetto consente il raggiungimento degli obiettivi di efficientamento previsti dalla normativa, può risultare più conveniente aderire al Piano Transizione 5.0, che offre aliquote significativamente più elevate.

È importante ricordare che, per gli stessi costi agevolabili, i due crediti d'imposta non sono cumulabili.

 

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